FINISHER! Notizie dall’Elba, terra che ospita una delle più dure competizioni esistenti su distanza IronMan.
Purtroppo, nonostante la lunga preparazione, le ottime condizioni alla partenza e la motivazione, il freddo ha avuto la meglio sulla mia stoltezza nel pensare di poter affrontare l’intera frazione di ciclismo (contraddistinta da una serie impressionante di sali-scendi impegnativi) con il solo body estivo, il 30 di settembre, certamente ingannato dal sole che già alle 7:50 di mattina (momento in cui mi accingevo ad uscire dal nuoto) si faceva sentire.
La conseguenza è stata una bella congestione, che verso il 140° km mi ha fatto patire le pene dell’inferno, provocandomi forti dolori allo stomaco che mi hanno accompagnato anche per tutta la maratona, costringendomi spesso a delle pause alternate a camminate…
Quindi due le considerazioni finali:
- Da quest’eperienza esco maturato e con un buon bagaglio di esperienze nuove, da farne tesoro, per i prossimi IronMan.
- Nonostante la brutta prestazione generale, sono “felice” del fatto che solo la congestione è riuscita a frenarmi, mentre il resto del mio fisico e la mente rispondevano meravigliosamente chilometro dopo chilometro (“…stay in the moment. Do what you can right now and don’t look ahead”). Questo mi rende fiducioso per il futuro.
Adesso le considerazioni, in breve, sulle tre frazioni:
- Swim (“good”).
Primo tra gli Age-group, ho passato molti atleti “elite” partiti avanti a noi; due giri da 1,9 km nuotati benissimo e senza problemi, sono arrivato in T1 assolutamente rilassato.
- Bike (“good – bad”).
Frazione da dividere in due parti, dal km zero al km 140, e dal km 140 al km 180.
Nella prima parte sensazioni ottime e gambe che giravano bene, solamente 15 atleti mi avevano passato, ed ero saldo sulla 30^ posizione assoluta, primo di categoria con più di venti minuti sul secondo; mi mantenevo sotto la soglia e riuscivo a seguire una alimentazione corretta, integrando regolarmente con aminoacidi liquidi, sali, maltodestrine e barrette energetiche, nonostante un fastidiosissimo freddo che sentivo ad ogni discesa, essendo la maggior parte di queste all’ombra e ventose; il sole e il cielo terso mi hanno ingannato…
E al 140° km ho pagato, e anche caro, l’aver affrontato la parte ciclistica con il solo body estivo, senza aver pensato di portarmi dietro qualche cosa per ripararmi in discesa. Una congestione mi ha letteralmente bloccato lo stomaco, e non sono più riuscito ne a bere ne a mangiare, e la conseguenza è stata che i crampi non hanno tardato a farsi sentire, e proprio sull’ultima salita. Ogni tentativo di integrare, mi provocava dolori bestiali allo stomaco, era veramente impossibile. Raggiunta, non senza difficoltà, la T2, sostavo lì piu di 10 minuti e lentamente mi incamminavo per la maratona, sperando che il dolore si attenuasse.
- Run (“bad…”)
Dopo 4 km fatti di passo, ho cominciato a correre, anche benino, viste le condizioni generali, mantenendomi sui 5,30-5,40 al km, fino al 33° km, quando, calato il sole, il freddo ha ripreso il sopravvento, ed il dolore che sembrava attenuato, è tornato a farsi sentire. Anche nella corsa, solito errore della frazione precedente: avevo con me il solo body estivo. Dal 33° al 42° km sono stato costretto a procedere, tremando, di passo, fino a poche centinaia di metri dal traguardo, sotto il quale dovevo per forza giungere correndo! E finalmente… FINISHER!
Gli errori servono per non essere ripetuti, ed aver pagato così duramente i miei, mi ha insegnato molte cose, un bagaglio di esperienze che mi porterò con me durante la preparazione del prossimo… IronMan!
Stay tuned!
IronJax.